Concerto di Natale 2006
Quartetto Paul Klee e Debora Talassi
Giovedì 14 dicembre, presso la Sala
della Circoscrizione 4, l’Associazione Culturale San Fruttuoso ha organizzato il tradizionale Concerto di Natale.
Ad allietare la serata è stato
chiamato il Quartetto
d’Archi Paul Klee,
supportato per l’occasione da Debora Talassi al
clavicembalo. Il Quartetto Paul Klee nasce nel 1992. Ha al
suo attivo registrazioni televisive e
l’incisione di un CD di brani per
l’infanzia di Mozart. Nel mese 1994 collabora
con i Pomeriggi Musicali di Milano, col Festival Milano -
Milhaud. Nel 1999 è invitato alle Settimane
Musicali Internazionali di Lugano.
Il programma ha visto
l’esecuzione di brani del periodo barocco italiano e
tedesco.
Si sono potuto ascoltare il Concerto in Sol “alla rustica” di Antonio
Vivaldi: breve e non molto
elaborata composizione, basata su un piccolo inciso che
ritorna con insistenza, seguito, sempre di Vivaldi, dal Concerto in La maggiore per archi e cembalo
F. XI n. 4. Si tratta di
una composizione di notevole fattura, dove una
cantabilità spiegata trasporta l’ascoltatore
attraverso voli meravigliosi di luci, ombre, ritmi e
colori.
A chiudere la prima parte il tipico Concerto in Sol minore per archi e continuo
op. 6 n. 8 “Fatto per la Notte di Natale” di Arcangelo
Corelli che costituisce
indubbiamente il punto culminante della produzione di
Corelli, e rimane l’esempio più splendido
della forma barocca del concerto grosso. Il maestro
raggiunge qui un completo equilibrio creativo: le singole
parti del Concerto sono in rapporto armonico tra loro, e il
trattamento del Concertino, rispetto al “tutti”
è ispirato a una distesa cantabilità, a
una libertà e scioltezza di eloquio tipica del
barocco italiana. L’adagio del secondo movimento
è pervaso da una profonda spiritualità
interiore, mentre la pastorale conclusiva è un vero
gioiello di sapienza formale ed espressiva.
La seconda parte si è aperta con
il Concerto in RE minore BWV
1052 per clavicembalo e archi di
J.S.
Bach
Composto intorno al 1730, è il
più formalmente elaborato, complesso e tecnicamente
smagliante dei concerti per clavicembalo di Bach. Richiede
capacità tecnica ed espressiva dell’esecutore
davvero rimarchevoli. La bellezza di questa raffinata
composizione conduce alle atmosfere più
profonde dell’animo umano. L’Allegro iniziale
è di proporzioni imponenti, e col suo carattere
vigoroso, tipicamente barocco, nella densa commozione del
discorso, funge da introduzione ideale all’Adagio che
si snoda tormentosamente nelle espressive volute del
clavicembalo. Conclude un Allegro che in più di un
particolare riporta all’impostazione del primo tempo.
Ha chiuso la serata il Concerto in RE minore BWV 1043 per 2 violini.
Composto intorno al 1720 è una composizione originale, tra le
più note del Maestro di Eisenach. I ritmi trascinanti del primo Vivace, dove
l’alternarsi dei due violini raggiunge effetti di grande
suggestione e varietà melodica, conducono al celebre
“Largo ma non troppo” centrale, che è in
sostanza un canto spiegato affidato ai due solisti mentre
gli altri strumentisti eseguono un accompagnamento essenziale: è tutto
un susseguirsi di slanci melodici e di crescendi che fanno pensare
ad un’astratta, elevatissima musica delle sfere.
L’Allegro” finale riprende
ritmi vivaci, dove !’invenzione
dell’autore non ha più limiti nel libero gioco
festoso di imitazioni e di echi tra il “soli” e
il “tutti”.
Nel corso della serata si è
distinta Debora Talassi che, nell’esecuzione del Concerto di Bach ha
evidenziato rimarchevoli qualità tecniche e uno
svolgimento delle cadenze assai personale e in sintonia con
lo spirito bachiano.
Ottima la prova di Paolo Volta e Stefano Grossi nel
Concerto per 2 violini di Bach.
Notevolissima la classe di Florian Del Core che,
in ogni brano, ha pesato perfettamente la sonorità
del violoncello, giocando preziosamente sugli aspetti
ritmici e melodici con grande padronanza.
Luca Meschini ha diretto spesso la dinamica del gruppo con
un uso parsimonioso ed elegante delle arcate e con una
sensibilità musicale dolce e nel contempo decisa.
La serata è stata assai
apprezzata dall’esiguo pubblico che ha gradito
sia il repertorio sia l’esecuzione, dimostrando
un’attenzione rimarchevole.
Umberto Pessina